Alfo's profileLa mia stanza virtuale.....PhotosBlogLists Tools Help

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    2/1/2009

    Programma del PDL

    Nel nostro partito politico manteniamo le promesse.

    Solo gli imbecilli possono credere che

    non lotteremo contro la corruzione.

    Perché se c'è qualcosa di sicuro per noi è che

    l'onestà e la trasparenza sono fondamentali

    per raggiungere i nostri ideali.

    Dimostreremo che è una grande stupidità credere che

    la mafia continuerà a far parte del nostro governo come in passato

    Assicuriamo senza dubbio che 

    la giustizia sociale sarà il fine principale del nostro mandato.

    Nonostante questo, c'è gente stupida che ancora pensa che 

    si possa continuare a governare con i trucchi della vecchia politica.

    Quando assumeremo il potere, faremo il possibile affinché

    finiscano le situazioni di privilegio.

    Non permetteremo in nessun modo che 

    i nostri bambini muoiano di fame.

    Compiremo i nostri propositi nonostante 

    le risorse economiche siano esaurite.

    Eserciteremo il potere fino a che 

    Si capisca da ora che

    Siamo il partito di FORZA ITALIA, la nuova politica


    ORA PROVATE A RILEGGERE PARTENDO DAL BASSO
     
    1/20/2009

    Responsabilità

    Questa è la storia di quattro individui:
    Ognuno, Qualcuno, Chiunque e Nessuno.
    Bisognava fare un lavoro importante e si chiese a Ognuno di occuparsene.
    Ognuno si assicurò che Qualcuno lo facesse.
    Chiunque avrebbe potuto occuparsene, ma Nessuno non fece mai niente.
    Qualcuno s'arrabbiò perché considerava che per questo lavoro Ognuno fosse responsabile.
    Ognuno credeva che Chiunque potesse farlo, ma Nessuno mai si rese conto che
    Ognuno non avrebbe fatto niente.
    Alla fine Ognuno rimproverò Qualcuno per il fatto che Nessuno
    non fece mai quello che Chiunque avrebbe dovuto fare...
    (Anonimo)
    1/17/2009

    www.annozero.rai.it

    FINI

    Il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha telefonato al presidente della Rai Claudio Petruccioli e nel corso del colloquio ha affermato che nella trasmissione 'Annozero' di ieri sera ''e' stato superato il livello di decenza''. [ANSA 12:31; 16 Gennaio 2009]


    SANTORO

    In un paese normale il livello della decenza lo supera un Presidente della Camera che, travalicando i suoi compiti istituzionali, interviene per richiedere una censura nei confronti di un giornalista che sta compiendo il suo dovere di informare l’opinione pubblica.

    Michele Santoro

    LA LEGGE

    La determinazione dell'indirizzo generale e l'esercizio della vigilanza dei servizi radiotelevisivi competono alla Commissione parlamentare di vigilanza sul servizio pubblico radiotelevisivo.

       



     

    Nessuno a protestare

    Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
    e fui contento, perchè rubacchiavano.
    Poi vennero a prendere gli ebrei
    e stetti zitto, perchè mi stavano antipatici.
    Poi vennero a prendere gli omosessuali
    e fui sollevato, perchè mi erano fastidiosi.
    Poi vennero a prendere i comunisti
    ed io non dissi niente, perchè non ero comunista.
    Un giorno vennero a prendere me
    e non c'era rimasto nessuno a protestare...

    Martin Niemöller


    10/30/2008

    Rigurgiti di fascismo...

    Caschi, passamontagna e bastoni. E quando passa Cossiga
    un anziano docente urla: "Contento ora?"

    Un camion carico di spranghe
    e in piazza Navona è stato il caos

    La rabbia di una prof: quelli picchiavano e gli agenti zitti
    di CURZIO MALTESE


    AVEVA l'aria di una mattina tranquilla nel centro di Roma. Nulla a che vedere con gli anni Settanta. Negozi aperti, comitive di turisti, il mercatino di Campo dè Fiori colmo di gente. Certo, c'era la manifestazione degli studenti a bloccare il traffico. "Ma ormai siamo abituati, va avanti da due settimane" sospira un vigile. Alle 11 si sentono le urla, in pochi minuti un'onda di ragazzini in fuga da Piazza Navona invade le bancarelle di Campo dè Fiori. Sono piccoli, quattordici anni al massimo, spaventati, paonazzi.

    Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra. Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente ignorato dai cordoni di polizia. Si sono messi alla testa del corteo, menando cinghiate e bastonate intorno. Circondano un ragazzino di tredici o quattordici anni e lo riempiono di mazzate. La polizia, a due passi, non si muove.

    Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni, spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori. Urlano "Duce, duce". "La scuola è bonificata". Dicono di essere studenti del Blocco Studentesco, un piccolo movimento di destra. Hanno fra i venti e i trent'anni, ma quello che ha l'aria di essere il capo è uno sulla quarantina, con un berretto da baseball. Sono ben organizzati, da gruppo paramilitare, attaccano a ondate. Un'altra carica colpisce un gruppo di liceali del Virgilio, del liceo artistico De Chirico e dell'università di Roma Tre. Un ragazzino di un istituto tecnico, Alessandro, viene colpito alla testa, cade e gli tirano calci. "Basta, basta, andiamo dalla polizia!" dicono le professoresse.

    Seguo il drappello che si dirige davanti al Senato e incontra il funzionario capo. "Non potete stare fermi mentre picchiano i miei studenti!" protesta una signora coi capelli bianchi. Una studentessa alza la voce: "E ditelo che li proteggete, che volete gli scontri!". Il funzionario urla: "Impara l'educazione, bambina!". La professoressa incalza: "Fate il vostro mestiere, fermate i violenti". Risposta del funzionario: "Ma quelli che fanno violenza sono quelli di sinistra". C'è un'insurrezione del drappello: "Di sinistra? Con le svastiche?". La professoressa coi capelli bianchi esibisce un grande crocifisso che porta al collo: "Io sono cattolica. Insegno da 32 anni e non ho mai visto un'azione di violenza da parte dei miei studenti. C'è gente con le spranghe che picchia ragazzi indifesi. Che c'entra se sono di destra o di sinistra? È un reato e voi dovete intervenire"
    .

    Il funzionario nel frattempo ha adocchiato una telecamera e il taccuino: "Io non ho mai detto: quelli sono di sinistra". Monica, studentessa di Roma Tre: "Ma l'hanno appena sentito tutti! Chi crede d'essere, Berlusconi?". "Lo vede come rispondono?" mi dice Laura, di Economia. "Vogliono fare passare l'equazione studenti uguali facinorosi di sinistra". La professoressa si chiama Rosa Raciti, insegna al liceo artistico De Chirico, è angosciata: "Mi sento responsabile. Non volevo venire, poi gli studenti mi hanno chiesto di accompagnarli. Massì, ho detto scherzando, che voi non sapete nemmeno dov'è il Senato. Mi sembravano una buona cosa, finalmente parlano di problemi seri. Molti non erano mai stati in una manifestazione, mi sembrava un battesimo civile. Altro che civile! Era stato un corteo allegro, pacifico, finché non sono arrivati quelli con i caschi e i bastoni. Sotto gli occhi della polizia. Una cosa da far vomitare. Dovete scriverlo. Anche se, dico la verità, se non l'avessi visto, ma soltanto letto sul giornale, non ci avrei mai creduto".

    Alle undici e tre quarti partono altre urla davanti al Senato. Sta uscendo Francesco Cossiga. "È contento, eh?" gli urla in faccia un anziano professore. Lunedì scorso, il presidente emerito aveva dato la linea, in un intervista al Quotidiano Nazionale: "Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno (...) Infiltrare il movimento con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della polizia. Le forze dell'ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti all'ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che li fomentano. Magari non gli anziani, ma le maestre ragazzine sì".

    È quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un'azione singolare, esce dal lato di piazza Navona, attraversa bastoni alla mano il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. "Lei dove va?". Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del poliziotto è memorabile: "Non li abbiamo notati".

    Dal gruppo dei funzionari parte un segnale. Un poliziotto fa a un altro: "Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!". L'altro risponde: "Allora si va in piazza a proteggere i nostri?". "Sì, ma non subito". Passa il vice questore: "Poche chiacchiere, giù le visiere!". Calano le visiere e aspettano. Cinque minuti. Cinque minuti in cui in piazza accade il finimondo. Un gruppo di quattrocento di sinistra, misto di studenti della Sapienza e gente dei centri sociali, irrompe in piazza Navona e si dirige contro il manipolo di Blocco Studentesco, concentrato in fondo alla piazza. Nel percorso prendono le sedie e i tavolini dei bar, che abbassano le saracinesche, e li scagliano contro quelli di destra.

    Soltanto a questo punto, dopo cinque minuti di botte, e cinque minuti di scontri non sono pochi, s'affaccia la polizia. Fa cordone intorno ai sessanta di Blocco Studentesco, respinge l'assalto degli studenti di sinistra. Alla fine ferma una quindicina di neofascisti, che stavano riprendendo a sprangare i ragazzi a tiro. Un gruppo di studenti s'avvicina ai poliziotti per chiedere ragione dello strano comportamento. Hanno le braccia alzate, non hanno né caschi né bottiglie. Il primo studente, Stefano, uno dell'Onda di scienze politiche, viene colpito con una manganellata alla nuca (finirà in ospedale) e la pacifica protesta si ritrae.

    A mezzogiorno e mezzo sul campo di battaglia sono rimasti due ragazzini con la testa fra le mani, sporche di sangue, sedie sfasciate, un tavolino zoppo e un grande Pinocchio di legno senza più una gamba, preso dalla vetrina di un negozio di giocattoli e usato come arma. Duccio, uno studente di Fisica che ho conosciuto all'occupazione, s'aggira teso alla ricerca del fratello più piccolo. "Mi sa che è finita, oggi è finita. E se non oggi, domani. Hai voglia a organizzare proteste pacifiche, a farti venire idee, le lezioni in piazza, le fiaccolate, i sit in da figli dei fiori. Hai voglia a rifiutare le strumentalizzazioni politiche, a voler ragionare sulle cose concrete. Da stasera ai telegiornali si parlerà soltanto degli incidenti, giorno dopo giorno passerà l'idea che comunque gli studenti vogliono il casino. È il metodo Cossiga. Ci stanno fottendo".
    (30 ottobre 2008)

    Il sogno continua...

    Classifica Serie A, Stagione 2008/2009, 9a Giornata



    SQUADREPtGVNP

    RSPtGVNPRSPtGVNPRS
    Udinese209621

    1761354101037421173
    NAPOLI209621

    147124400938522154
    AC Milan199612

    1471254011147421133
    Inter189531

    135104310528522183
    Fiorentina179522

    127115320616420266
    Lazio169513

    17127421162953021110
    Genoa169513

    1281555001141401314
    Catania159432

    97125401523403145
    Juventus159432

    9774211438522154
    Atalanta139414

    9994301634511336
    Palermo139414

    121494301754511359
    Lecce109243

    91195230841401317
    Siena99234

    7884220411501437
    Torino89225

    91365203782402225
    Sampdoria78143

    61164130421401329
    AS Roma78215

    915742116504004310
    Cagliari79216

    51244112353510427
    Bologna69207

    71435104483410336
    Chievo69135

    61355122571401316
    Reggina59126

    616541215405005112

    10/27/2008

    Senza parole...

    Classifica Serie A, Stagione 2008/2009, 8a Giornata


    casatrasferta

    SQUADREPtGVNPRSPtGVNPRSPtGVNPRS
    Udinese1785211561354101034311153
    Inter178521135104310527421183
    NAPOLI17852111793300638522154
    AC Milan16851212694301937421133
    Fiorentina168512127104310616420266
    Catania15843195124400503403145
    Lazio138413151174211626420299
    Genoa138413107124400931401314
    Atalanta1384138794301634411224
    Juventus1283327674211435412133
    Palermo128404111394301753410348
    Siena982336684220411401325
    Lecce9823381084220731401317
    Sampdoria7814361164130421401329
    AS Roma78215915742116504004310
    Cagliari7821541044112353410315
    Bologna6820661234103363410336
    Chievo6813451154121451401316
    Torino5812571234103572402225
    Reggina5812561354121540400419

    9/19/2008

    In un mondo che non ci vuole più il mio canto libero sei tu...

    Stamattina mi sono svegliato come se
    avessi fatto un gran bel sogno durante la notte...
    ...poi ho acceso il pc e mi sono accorto
    che non si trattava di un sogno:
    ieri sera ero davvero in Curva B, l
    a squadra in maglia rossa era davvero il Benfica,
    e il grande NAPOLI ha davvero vinto 3-2!
    E' la stessa squadra che solo 3 anni fa giocava in serie c,
    contro i vari lanciano, manfredonia e sassari torres...
    ...e questa squadra ha fatto in modo che
    il Benfica diventasse una squadretta piccola piccola!
    E' stato uno spettacolo indescrivibile,
    quasi piangevo dall'emozione e dalla gioia!
    GRAZIE NAPOLI!
    GRAZIE DI CUORE!



    FORZA NAPOLI  



     


    9/17/2008

    Antifascismo Militante

    "Non bisogna" il vecchio disse, "piangere per loro".
    "Non bisogna piangere?" disse Berta.
    "No figliola. Non del sangue che oggi e' sparso".
    "Non dell'offesa? Non del dolore?"
    "Se piangiamo accettiamo. Non bisogna accettare".
    "Gli uomini sono uccisi e non bisogna piangere?"
    "Certo che no! Che facciamo se piangiamo? Rendiamo inutile ogni cosa che e' stata".
    [...]
    "Ma che dobbiamo fare?"
    "Oh!" il vecchio rispose "Dobbiamo imparare".
    "Imparare dai morti?"
    "Si capisce. Da chi si puo' imparare se non da loro? Loro soltanto insegnano".
    "Imparare che cosa?" chiese Berta. "Cos'e' che insegnano?".
    "Quello per cui" il vecchio disse "sono morti".

    Elio Vittorini
    6/7/2008

    La peste è intorno a noi!

    Napoli è solo la punta dell’iceberg. L’Italia è una penisola attraversata da montagne di spazzatura,
    ingentilita da pianure di rifiuti tossici, percorsa da fiumi di liquidi nocivi e circondata da un mare di merda.
    Napoli è ovunque. Discariche abusive, puzze insopportabili, carogne a cielo aperto,
    veleni sversati nei campi sono una caratteristica del paesaggio italiano.
    E’ sufficiente un giro in bicicletta fuori porta per scoprire i nuovi tesori.
    Una macchina fotografica, una mascherina contro gli odori pestilenziali. Tutti possiamo diventare cercatori di monnezza.
    Napoli non è sola. Napoli è ovunque ci sia un’amministrazione pubblica corrotta.
    Un partito che usa il voto di scambio per gonfiare le assunzioni nelle società di raccolta dei rifiuti.
    Ovunque sia presente un’azienda che paga dei criminali per buttare le scorie nei campi, mescolati con la terra fertile.
    Napoli è ovunque i cittadini si voltino dall’altra parte per paura, per indifferenza o per mancanza dello Stato.
    Ovunque ci sia un sindaco, un assessore, un parlamentare che si faccia eleggere grazie alle tangenti sui rifiuti
    o alla contiguità con le ecomafie.
    La spazzatura è il simbolo della seconda Repubblica. L’ultimo e più lucroso business dei partiti.
    Il pozzo nero di San Patrizio delle concessionarie dello Stato, delle municipalizzate ripiene di funzionari di partito quotate in Borsa.
     I partiti sono la vera piovra. Si sono divorati il sistema industriale italiano. Gli rimane il business degli inceneritori e delle discariche.
    Napoli è a Castellamonte, nel verde Canavese, con sindaci, dirigenti e impiegati dell’ASA,
    azienda per il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, finiti sotto inchiesta o agli arresti domiciliari.
    La Procura li accusa di aver disperso e mescolato i rifiuti in terreni agricoli o stoccati in discariche abusive.
    Napoli è in Piemonte dove, prima dell’esito dell’inchiesta: “I sindaci sono schierati al fianco degli indagati” e: “I lavoratori sono solidali con i vertici”.
    Napoli è in Lombardia, nelle discariche di Gorla Maggiore e di Olgiate. Nell’inchiesta Monnezza Connection.
    I rifiuti provenienti dal Sud invece di essere trattati erano mescolati con scarti industriali, tramutati nelle carte in rifiuti non pericolosi e spediti a
    Grottaglie
    in provincia di Taranto.
    Napoli è nei cinquecentomila metri cubi di spazzatura in una discarica abusiva in Puglia che ha inquinato il fiume Cervaro.
    Napoli è nel degrado del Parco dell’Etna dove, più che la natura, sono protette le discariche abusive, con un degrado spaventoso.
    Basterebbero poche parole per cambiare tutto: “Raccolta differenziata” e “La spazzatura è una risorsa”.
    La peste è intorno a noi
    . Napoli può essere la tua terra, il tuo assessore, il tuo sindaco, il tuo partito.
    Un’epidemia trasmessa dall’indifferenza.


    da beppegrillo.it
    5/18/2008

    LIBERA INFORMAZIONE

    RAGAZZI, ISCRIVETEVI AL GRUPPO...
    BASTA CLICCARE SUL LOGO E MANDARE UNA MAIL, ANCHE VUOTA...
    ORGANIZZIAMOCI, FACCIAMO GIRARE LA VOCE, E

    RIBELLIAMOCI ALL'INFORMAZIONE IMBAVAGLIATA
    CHE CI IMPONE IL GOVERNO ITALIANO!

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    5/13/2008

    Dario Fo: "Contro Travaglio un'azione bipartisan"

    A proposito della bufera esplosa in conseguenza delle parole di Travaglio da Fazio, mi viene in mente un commento di Gianni Rodari, col quale il poeta apre un suo testo:
    "Le parole sono come pietre. - dice - Lanciate nello stagno producono cerchi concentrici che s'allontanano dai tonfi allargandosi fino alla riva. Quelle pietre hanno spaventato gli uccelli e i pesci che schizzano via... nessuno si cura delle rane e delle carpe colpite dai sassi. La parola muove l'acqua, creando scompiglio e sgomento. Se ne approfittano alcuni passanti che raccolgono veloci rane e pesci che galleggiano storditi."
    Assomiglia un po' al cataclisma innescato da Travaglio l'altro giorno a 'Che tempo che fa'.
    I commenti tratti da un libro scritto da Marco insieme a Peter Gomez ed edito un mese fa, hanno sdegnato ed anche sconvolto gli inquilini dello stagno. Perfino alcuni pesci rossi, in verità un po' sbiaditi, sono letteralmente guizzati fuori dall'acqua in una danza d'indignazione!
    Ma che suono avevano quelle parole lanciate nella calma gora? E' semplice....ricordavano amicizie e frequentazioni ambigue fra l'appena eletto Presidente del Senato, Renato Schifani, e alcuni figuri di capi cosca mafiosi. Ma attenti: lo Schifani (strana onomatopeica di un nome) non s'è gettato furente insieme ai suoi numerosi sostenitori contro il libro di prevedibile enorme tiratura, ma contro le parole dette attraverso un mezzo - la televisione - che normalmente si occupa di giochi per famiglie, concorsi fra giovani disposti a esibire cosce e glutei, telegiornali disinformanti, vacui e noiosi.... Sta qui lo scandalo! In quella stessa acqua incolore, le pietre scagliate hanno prodotto un'eco insopportabile.
    Tant'è che Renzo Lusetti della Margherita, partito Democratico, ha urlato: "....il direttore generale Rai, Cappon, deve prendere provvedimenti concreti, cioè a dire sanzioni, interdizioni dal video...." E poi aggiunge disperato "Purtroppo la Rai non si decide mai".
    S'indigna Luigi Bobba del Pd: "La televisione che fa Santoro con Travaglio è come un format (cioè a dire roba tipo Grande Fratello): essa estremizza solo un punto di vista (cioè 'Chi è quel mafioso? Che ci fa Schifani con lui?') Si vuole dimostrare una tesi, poi si monta il materiale. Risultato: danni anche politici."
    Bella questa del format! Cioè chi preconfeziona un discorso e lo avalla con delle prove è un indegno mestatore!
    Da cui si evince che tutti i grandi scrittori, poeti, registi di questo mondo sono manipolatori infami, furbacchioni abietti.... a partire da Dante, che scriveva pure in rima!
    E' un esercito di protestatori offesi da sinistra al centrosinistra, a destra un po' a sinistra, a destra senza sinistra fino ai fasci littorio ante litteram.
    Infatti alle parole di Travaglio s'è indignato perfino Ciarrapico: cinque processi, cinque condanne, oggi senatore del Popolo delle Libertà.
    Ma attenti, non c'è di che farci troppo sollazzo satirico. Questo schizzare di indignati prelude a un'azione questa volta sì preconfezionata e terribile. Bipartisan.
    Finalmente destra e sinistra si ritrovano coinvolte dentro a una medesima cultura: quella dell'insofferenza verso la satira e la denuncia di ogni illecito.
    Qui fate attenzione, non si tratta di occasionali esternazioni prodotte da un fastidioso ronzare contestatorio.... Qui, per la prima volta, dentro tutto o quasi l'arco politico del nostro Paese si è deciso di imporre il silenzio, la pace dello spirito e soprattutto delle idee.
    "Basta con l'antipolitica" come ripetono gli eletti dello stagno e le rane sopravvissute all'ultimo conflitto "eliminiamo i mestatori".
    Come dice la canzone: "Silenzio. Zitti e basta di gracchiare!" Si chiude. Piantatela con le denunce non controllate, le inchieste sopra le costruzioni abusive, le accuse di appalti truccati, con concorsi dove i vincenti sono già stabiliti. Smettiamola di eccitare gli animi, soprattutto le menti dei giovani e dei pensionati, a costo di annullare qualche garanzia di libertà e persino di democrazia.
    In poche parole, interriamo lo stagno. Sabbia, per favore! Via le rane, pesci e uccelli. Guai a chi gracchia e rompe il silenzio di chi governa unito.

    DARIO FO

    Ecco i video dell'intervento di Marco Travaglio a "Che tempo che fa".....

      Parte 1/3
      Parte 2/3
      Parte 3/3

    5/5/2008

    ONORE A TE...

     
    4/15/2008

    Buona dittatura a tutti

    Come tutti sapete, i risultati di questa tornata elettorale 2008 hanno visto la vittoria del re di Arcore...
    Questa cosa mi turba molto...e non tanto per la vittoria in sè,
    ma perchè se ha fatto quello che voleva nello scorso mandato, figuriamoci ora:
    IL SUO GOVERNO NON AVRA' UNA "VERA OPPOSIZIONE" !
    Ebbene si..nel parlameto della nuova Monarchia Consituzionale Italiana
    non
    ci sarà la sinistra!
    Ammesso che gli estinti erano La Vera Sinstra Italiana,
    ora che non sono più presenti in parlamento tutto sarà più facile.
    Il nostro Nuovo Duce avrà larga maggioranza in entrambe le camere,
    avrà le sue reti televisive private,
    deciderà il CdA di quelle "pubbliche",
    avrà i giornali, compresi quelli del nero Ciarrapico.
    Tutti sanno che i regimi oltre al potere politico
    devono disporre anche di quello mediatico...
    Il Popolo della Libertà ha tutti gli ingredienti
    di cui necessita un REGIME.
    Spero tanto di sbagliarmi.
    Spero che l'Italia possa cabiare.
    Spero gli italiani possano cambiare.
    Spero che la politica possa cambiare.
    Spero che le ie speranza nn mi abbandonino...

    4/7/2008

    Nun te reggae piu'...

     
    3/22/2008

    Metti tre giorni a Bolzaneto...

    Metti tre giorni a Bolzaneto. Metti una caserma in collina, all’ingresso di Genova.
    Metti Fini, vice presidente del Consiglio, in cabina di regia. Nella sala operativa della questura.
    Metti Castelli, ministro della Giustizia, in visita guidata notturna alla caserma.
    Metti che veda ragazzi nella posizione del cigno. Gambe divaricate, braccia al muro.
    Metti che dopo vada a dormire.
    Metti la polizia che tortura ragazzi e ragazze inermi. Italiani e stranieri.
    Metti braccia spezzate, denti spaccati, mandibole rotte.
    Metti donne costrette a spogliarsi di fronte ai poliziotti. Metti minacce di stupro.
    Metti manganelli in mezzo alle gambe.
    Metti detenuti costretti a gridare: “Che Guevara figlio di una puttana”.
    Metti persone inermi a terra.
    Metti costole rotte a calci. Metti teste spaccate.
    Metti gente terrorizzata, senza sonno, senza cibo.
    Metti politici italiani che propongono la moratoria per la pena di morte.
    Metti la Bonino e D’Alema contenti come dei bambini.
    Metti l’Italia che non ha ratificato dopo ventuno anni la convenzione dell’ONU che vieta la tortura. Metti un’Italia in cui non è punibile il reato di tortura.
    Metti i torturatori di Bolzaneto accusati solo di abuso di ufficio.
    Metti l’abuso di ufficio prescritto nel 2009.
    Metti l’Europa che ci considera una nazione di buffoni, di neo fascisti e di post comunisti.
    Metti Berlusconi e Fini che fanno un nuovo G8 ad Arcore.
    Metti cittadini, molti cittadini, che vogliono partecipare.
    Metti il reato di tortura non ancora introdotto in Italia.
    Metti Castelli svegliato nel cuore della notte per controllare.
    Metti i responsabili politici dei fatti di Bolzaneto puniti dalla legge.
    Metti il Parlamento che introduce il reato di tortura.
    Metti un treno di mezzanotte che ci porta lontano, in un paese civile.
    Un’aria leggera dal finestrino aperto.

    da beppegrillo.it

    3/13/2008

    I dieci comandamenti

    Non avrai altro Dio all'infuori di me,
    spesso mi ha fatto pensare:
    genti diverse venute dall'est
    dicevan che in fondo era uguale.

    Credevano a un altro diverso da te
    e non mi hanno fatto del male.
    Credevano a un altro diverso da te
    e non mi hanno fatto del male.

    Non nominare il nome di Dio,
    non nominarlo invano.
    Con un coltello piantato nel fianco
    gridai la mia pena e il suo nome:

    ma forse era stanco, forse troppo occupato,
    e non ascoltò il mio dolore.
    Ma forse era stanco, forse troppo lontano,
    davvero lo nominai invano.

    Onora il padre, onora la madre
    e onora anche il loro bastone,
    bacia la mano che ruppe il tuo naso
    perché le chiedevi un boccone:

    quando a mio padre si fermò il cuore
    non ho provato dolore.
    Quanto a mio padre si fermò il cuore
    non ho provato dolore.

    Ricorda di santificare le feste.
    Facile per noi ladroni
    entrare nei templi che rigurgitan salmi
    di schiavi e dei loro padroni

    senza finire legati agli altari
    sgozzati come animali.
    Senza finire legati agli altari
    sgozzati come animali.

    Il quinto dice non devi rubare
    e forse io l'ho rispettato
    vuotando, in silenzio, le tasche già gonfie
    di quelli che avevan rubato:

    ma io, senza legge, rubai in nome mio,
    quegli altri nel nome di Dio.
    Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
    quegli altri nel nome di Dio.

    Non commettere atti che non siano puri
    cioè non disperdere il seme.
    Feconda una donna ogni volta che l'ami
    così sarai uomo di fede:

    Poi la voglia svanisce e il figlio rimane
    e tanti ne uccide la fame.
    Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore:
    ma non ho creato dolore.

    Il settimo dice non ammazzare
    se del cielo vuoi essere degno.
    Guardatela oggi, questa legge di Dio,
    tre volte inchiodata nel legno:

    guardate la fine di quel nazzareno
    e un ladro non muore di meno.
    Guardate la fine di quel nazzareno
    e un ladro non muore di meno.

    Non dire falsa testimonianza
    e aiutali a uccidere un uomo.
    Lo sanno a memoria il diritto divino,
    e scordano sempre il perdono:

    ho spergiurato su Dio e sul mio onore
    e no, non ne provo dolore.
    Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
    e no, non ne provo dolore.

    Non desiderare la roba degli altri
    non desiderarne la sposa.
    Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
    che hanno una donna e qualcosa:

    nei letti degli altri già caldi d'amore
    non ho provato dolore.
    L'invidia di ieri non è già finita:
    stasera vi invidio la vita.

    Ma adesso che viene la sera ed il buio
    mi toglie il dolore dagli occhi
    e scivola il sole al di là delle dune
    a violentare altre notti:

    io nel vedere quest'uomo che muore,
    madre, io provo dolore.
    Nella pietà che non cede al rancore,
    madre, ho imparato l'amore.

    De Andre' e PFM



    3/5/2008

    Letterina a babbo natale...

    Un monello de Favriano
    se svejò quella mattina
    prese carta e penna in mano
    e spedì 'sta letterina

    "Caro Babbo de Natale,
    che me porti i regaletti,
    'na richiesta 'n po' speciale
    spero che me la permetti.

    'St'anno non me portà gnente
    non me posso lamentà
    ma 'na cosa veramente
    te la vojo domannà

    Tu non è che c'hai un minuto,
    a riuscicce entro l'inverno,
    per levacce quel cornuto
    che sta a capo del governo?

    Questo qui sta a fa un macello
    ogni giorno ne fa una
    Me l'ha detto anche il bidello :
    pare che porta sfortuna.

    Teremoti, teroristi,
    chiude fabbriche a rumore,
    magistrati comunisti
    forse er Milan tricolore !

    Babbo mio è disoccupato
    e ce soffre per davero.
    Quello lì j'ha consijato
    de trovà lavoro in nero

    Pe' le Fiat la soluzione
    l'ha trovata prontamente:
    "Basta de cambiaje er nome
    che se vende come gnente"

    Se c'hai spazio 'nta la slitta,
    se la renna je la fa,
    porta via tutta la ditta
    che c'ha messo a comannà

    Mica tocca che l'ammazzi !
    Basta che li porti via,
    che se resta qui so' cazzi :
    sta a accoppà l'economia !

    Mo te s piego come fa:
    'nta du' sacchi belli grossi
    metti Fini e anche Saccà
    Fede, Buttiglione e Bossi

    e non te scordà Tremonti
    co' Gasparri pe' 'na svista.
    Uno che non sa fa i conti,
    l'artro che è 'n mezzo fascista

    Tu che voi bene ai monelli
    e che c'hai 'na certa età
    Ficca su pure a Rutelli:
    Cicciobello ce l'ho già.

    Poi li manni tutti insieme
    'nta la neve co' le pale.
    E' na cosa che me preme.
    Se pò fa già pe' Natale?"

    Dopo che passò la festa
    e finì la cerimonia
    giunse al piccolo 'na busta
    scritta da "FORZA LAPPONIA"

    Er monello ansiosamente
    ce se mise a legge fitto.
    Co' quel tipo de mittente
    chissà che ce stava scritto !

    "Giovanotto mi consenta,
    ricevetti la sua lista:
    con la sua fan centotrenta
    dal sentore comunista.

    Come lei sa certamente
    vesto rosso e son barbone,
    ma il mio voto di recente
    non lo do a Rifondazione.

    Già nell'anno che è venturo
    muterò molto d'aspetto.
    Ben rasato di sicuro
    cravattina e doppiopetto.

    D'ora in poi per il Natale
    scriva a "Daddy Christmas spa"
    che la sede mia fiscale
    l'ho spostata a Panamà.

    Non mi faccia il disfattista
    poichè Silvio, il cavaliere,
    è da un po' nostro azionista:
    ci finanzia che è un piacere.

    La sua lettera è nemica,
    rema contro senza tregua.
    La minaccia bolscevica
    che giammai mi si dilegua.

    Per le sue strane richieste
    e i commenti esacerbati
    nelle sue prossime feste
    si rivolga a Cofferati

    Se non vota Berlusconi
    o Alleanza Nazionale
    porterò solo carboni.
    Non più suo, Babbo Natale"

    Er munello col magone
    pensò "Porca la puttana,
    s'è venduto anche er ciccione.
    Famme scrive a la Befana..."

    L'ho trovata su internet....non so chi sia l'autore,ma nel caso si trovasse a passare x il mio blog gli faccio i miei  complimenti!

    Ovviamente è un po' vecchiotta, dato che il nano non è più il presidente del consiglio...
    ...ma ho deciso di pubblicarla sul mio blog cercando di  lanciare un messaggio agli italiani:
    SBAGLIARE E' UMANO, PERSEVERARE E' DIABOLICO!
    Per cui vi invito a rispolverare la memoria,
    affinchè il 13 e il 14 Aprile  facciate la scelta giusta!
    Ps: e intanto vi linko un mio vecchio intervento,
    così avrete una colonna sonora per questa campagna elettorale!
    COLONNA SONORA ELEZIONI POLITICHE 2008

    3/2/2008

    La situazione di mia sorella non è buona....

    "Se aumentiamo gradualmente il carico di una nave,
    possiamo anche cercare di distribuirlo in modo ottimale.
    Ma ad un certo punto la nave affonderà,
    anche se avremo la consolazione di un affondamento ottimale"...
    Hermann Daly
    Economista della sostenibilità
    2/28/2008

    Dal vetro sporco della mia auto.

    Bambine che si vendono sui marciapiedi.
    Bambini con la mano tesa al semaforo.
    Cani abbandonati.
    Uomini con le tette che si esibiscono sotto i lampioni.
    Uomini senza palle che vendono droga all'angolo.
    Bambini nei cassonetti e immondizie per la strada.
    Scippi, rapine e risse.
    Ragazzini che fumano e sputano sui muri.
    Vestiti tutti uguali e pensieri tutti uguali.
    Ubriaconi alla guida che vanno a tutta birra.
    Pensavo che lavando  il parabrezza della mia auto
    tutto questo sarebbe sparito.

    Arthur Rimbaud