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10/30/2008 Classifica Serie A, Stagione 2008/2009, 9a Giornata10/27/2008 Classifica Serie A, Stagione 2008/2009, 8a Giornata
9/19/2008 Stamattina mi sono svegliato come se avessi fatto un gran bel sogno durante la notte... ...poi ho acceso il pc e mi sono accorto che non si trattava di un sogno: ieri sera ero davvero in Curva B, l a squadra in maglia rossa era davvero il Benfica, e il grande NAPOLI ha davvero vinto 3-2! E' la stessa squadra che solo 3 anni fa giocava in serie c, contro i vari lanciano, manfredonia e sassari torres... ...e questa squadra ha fatto in modo che il Benfica diventasse una squadretta piccola piccola! E' stato uno spettacolo indescrivibile, quasi piangevo dall'emozione e dalla gioia! GRAZIE NAPOLI! GRAZIE DI CUORE!
9/17/2008 "Non bisogna" il vecchio disse, "piangere per loro". "Non bisogna piangere?" disse Berta. "No figliola. Non del sangue che oggi e' sparso". "Non dell'offesa? Non del dolore?" "Se piangiamo accettiamo. Non bisogna accettare". "Gli uomini sono uccisi e non bisogna piangere?" "Certo che no! Che facciamo se piangiamo? Rendiamo inutile ogni cosa che e' stata". [...] "Ma che dobbiamo fare?" "Oh!" il vecchio rispose "Dobbiamo imparare". "Imparare dai morti?" "Si capisce. Da chi si puo' imparare se non da loro? Loro soltanto insegnano". "Imparare che cosa?" chiese Berta. "Cos'e' che insegnano?". "Quello per cui" il vecchio disse "sono morti". Elio Vittorini 6/7/2008
Napoli è solo la punta dell’iceberg. L’Italia è una
penisola attraversata da montagne di spazzatura, ingentilita da pianure
di rifiuti tossici, percorsa da fiumi di liquidi nocivi e circondata da
un mare di merda. Napoli è ovunque. Discariche
abusive, puzze insopportabili, carogne a cielo aperto, veleni sversati
nei campi sono una caratteristica del paesaggio italiano. E’
sufficiente un giro in bicicletta fuori porta per
scoprire i nuovi tesori. Una macchina fotografica, una mascherina
contro gli odori pestilenziali. Tutti possiamo diventare cercatori di
monnezza. Napoli non è sola. Napoli è ovunque ci sia un’amministrazione pubblica corrotta. Un partito che usa il voto di scambio
per gonfiare le assunzioni nelle società di raccolta dei rifiuti.
Ovunque sia presente un’azienda che paga dei criminali per buttare le scorie nei campi,
mescolati con la terra fertile. Napoli è ovunque i cittadini si voltino
dall’altra parte per paura, per indifferenza o per mancanza dello
Stato. Ovunque ci sia un sindaco, un assessore, un parlamentare che si
faccia eleggere grazie alle tangenti sui rifiuti o alla contiguità con
le ecomafie. La spazzatura è il simbolo della seconda Repubblica. L’ultimo e più lucroso business dei partiti. Il pozzo nero di San Patrizio delle concessionarie dello Stato,
delle municipalizzate ripiene di funzionari di partito quotate in
Borsa. I partiti sono la vera piovra. Si sono divorati il sistema
industriale italiano. Gli rimane il business degli inceneritori e delle
discariche. Napoli è a Castellamonte, nel verde Canavese,
con sindaci, dirigenti e impiegati dell’ASA, azienda per il servizio di
raccolta e smaltimento rifiuti, finiti sotto inchiesta o agli arresti
domiciliari. La Procura li accusa di aver disperso e mescolato i
rifiuti in terreni agricoli o stoccati in discariche abusive. Napoli è
in Piemonte dove, prima dell’esito dell’inchiesta: “I
sindaci sono schierati al fianco degli indagati” e: “I lavoratori sono
solidali con i vertici”. Napoli è in Lombardia, nelle discariche di Gorla Maggiore e di Olgiate. Nell’inchiesta Monnezza Connection.
I rifiuti provenienti dal Sud invece di essere trattati erano mescolati
con scarti industriali, tramutati nelle carte in rifiuti non pericolosi
e spediti a Grottaglie in provincia di Taranto. Napoli è nei cinquecentomila metri cubi di spazzatura in una discarica abusiva in Puglia che ha inquinato il fiume Cervaro. Napoli è nel degrado del Parco dell’Etna dove, più che la natura, sono protette le discariche abusive, con un degrado spaventoso. Basterebbero poche parole per cambiare tutto: “Raccolta differenziata” e “La spazzatura è una risorsa”. La peste è intorno a noi. Napoli può essere la tua terra, il tuo assessore, il tuo sindaco, il tuo partito. Un’epidemia trasmessa dall’indifferenza. da beppegrillo.it
5/18/2008 RAGAZZI, ISCRIVETEVI AL GRUPPO... BASTA CLICCARE SUL LOGO E MANDARE UNA MAIL, ANCHE VUOTA... ORGANIZZIAMOCI, FACCIAMO GIRARE LA VOCE, E RIBELLIAMOCI ALL'INFORMAZIONE IMBAVAGLIATA CHE CI IMPONE IL GOVERNO ITALIANO!
5/13/2008 A proposito della bufera esplosa in conseguenza delle parole di
Travaglio da Fazio, mi viene in mente un commento di Gianni Rodari, col
quale il poeta apre un suo testo:
"Le parole sono come pietre. - dice - Lanciate nello stagno producono
cerchi concentrici che s'allontanano dai tonfi allargandosi fino alla
riva. Quelle pietre hanno spaventato gli uccelli e i pesci che
schizzano via... nessuno si cura delle rane e delle carpe colpite dai
sassi. La parola muove l'acqua, creando scompiglio e sgomento. Se ne
approfittano alcuni passanti che raccolgono veloci rane e pesci che
galleggiano storditi."
Assomiglia un po' al cataclisma innescato da Travaglio l'altro giorno a 'Che tempo che fa'.
I commenti tratti da un libro scritto da Marco insieme a Peter Gomez ed
edito un mese fa, hanno sdegnato ed anche sconvolto gli inquilini dello
stagno. Perfino alcuni pesci rossi, in verità un po' sbiaditi, sono
letteralmente guizzati fuori dall'acqua in una danza d'indignazione!
Ma che suono avevano quelle parole lanciate nella calma gora? E'
semplice....ricordavano amicizie e frequentazioni ambigue fra l'appena
eletto Presidente del Senato, Renato Schifani, e alcuni figuri di capi
cosca mafiosi. Ma attenti: lo Schifani (strana onomatopeica di un nome)
non s'è gettato furente insieme ai suoi numerosi sostenitori contro il
libro di prevedibile enorme tiratura, ma contro le parole dette
attraverso un mezzo - la televisione - che normalmente si occupa di
giochi per famiglie, concorsi fra giovani disposti a esibire cosce e
glutei, telegiornali disinformanti, vacui e noiosi.... Sta qui lo
scandalo! In quella stessa acqua incolore, le pietre scagliate hanno
prodotto un'eco insopportabile.
Tant'è che Renzo Lusetti della Margherita, partito Democratico, ha
urlato: "....il direttore generale Rai, Cappon, deve prendere
provvedimenti concreti, cioè a dire sanzioni, interdizioni dal
video...." E poi aggiunge disperato "Purtroppo la Rai non si decide
mai".
S'indigna Luigi Bobba del Pd: "La televisione che fa Santoro con
Travaglio è come un format (cioè a dire roba tipo Grande Fratello):
essa estremizza solo un punto di vista (cioè 'Chi è quel mafioso? Che
ci fa Schifani con lui?') Si vuole dimostrare una tesi, poi si monta il
materiale. Risultato: danni anche politici."
Bella questa del format! Cioè chi preconfeziona un discorso e lo avalla con delle prove è un indegno mestatore!
Da cui si evince che tutti i grandi scrittori, poeti, registi di questo
mondo sono manipolatori infami, furbacchioni abietti.... a partire da
Dante, che scriveva pure in rima!
E' un esercito di protestatori offesi da sinistra al centrosinistra, a
destra un po' a sinistra, a destra senza sinistra fino ai fasci
littorio ante litteram.
Infatti alle parole di Travaglio s'è indignato perfino Ciarrapico:
cinque processi, cinque condanne, oggi senatore del Popolo delle
Libertà.
Ma attenti, non c'è di che farci troppo sollazzo satirico. Questo
schizzare di indignati prelude a un'azione questa volta sì
preconfezionata e terribile. Bipartisan.
Finalmente destra e sinistra si ritrovano coinvolte dentro a una
medesima cultura: quella dell'insofferenza verso la satira e la
denuncia di ogni illecito.
Qui fate attenzione, non si tratta di occasionali esternazioni prodotte
da un fastidioso ronzare contestatorio.... Qui, per la prima volta,
dentro tutto o quasi l'arco politico del nostro Paese si è deciso di
imporre il silenzio, la pace dello spirito e soprattutto delle idee.
"Basta con l'antipolitica" come ripetono gli eletti dello stagno e le
rane sopravvissute all'ultimo conflitto "eliminiamo i mestatori".
Come dice la canzone: "Silenzio. Zitti e basta di gracchiare!" Si
chiude. Piantatela con le denunce non controllate, le inchieste sopra
le costruzioni abusive, le accuse di appalti truccati, con concorsi
dove i vincenti sono già stabiliti. Smettiamola di eccitare gli animi,
soprattutto le menti dei giovani e dei pensionati, a costo di annullare
qualche garanzia di libertà e persino di democrazia.
In poche parole, interriamo lo stagno. Sabbia, per favore! Via le rane,
pesci e uccelli. Guai a chi gracchia e rompe il silenzio di chi governa
unito.
DARIO FO
Ecco i video dell'intervento di Marco Travaglio a "Che tempo che fa".....
Parte 1/3 Parte 2/3 Parte 3/3
4/15/2008 Come tutti sapete, i risultati di questa tornata elettorale 2008 hanno visto la vittoria del re di Arcore... Questa cosa mi turba molto...e non tanto per la vittoria in sè, ma perchè se ha fatto quello che voleva nello scorso mandato, figuriamoci ora: IL SUO GOVERNO NON AVRA' UNA "VERA OPPOSIZIONE" !Ebbene si..nel parlameto della nuova Monarchia Consituzionale Italiana non ci sarà la sinistra! Ammesso che gli estinti erano La Vera Sinstra Italiana, ora che non sono più presenti in parlamento tutto sarà più facile. Il nostro Nuovo Duce avrà larga maggioranza in entrambe le camere, avrà le sue reti televisive private, deciderà il CdA di quelle "pubbliche", avrà i giornali, compresi quelli del nero Ciarrapico. Tutti sanno che i regimi oltre al potere politico devono disporre anche di quello mediatico... Il Popolo della Libertà ha tutti gli ingredienti di cui necessita un REGIME. Spero tanto di sbagliarmi. Spero che l'Italia possa cabiare. Spero gli italiani possano cambiare. Spero che la politica possa cambiare. Spero che le ie speranza nn mi abbandonino...
3/22/2008 Metti tre giorni a Bolzaneto. Metti una caserma in collina, all’ingresso di Genova. Metti Fini, vice presidente del Consiglio, in cabina di regia. Nella sala operativa della questura. Metti Castelli, ministro della Giustizia, in visita guidata
notturna alla caserma. Metti che veda ragazzi nella posizione del
cigno. Gambe divaricate, braccia al muro. Metti che dopo vada a dormire. Metti la polizia che tortura ragazzi e ragazze inermi.
Italiani e stranieri. Metti braccia spezzate, denti spaccati, mandibole
rotte. Metti donne costrette a spogliarsi di fronte ai poliziotti.
Metti minacce di stupro. Metti manganelli in mezzo alle gambe. Metti
detenuti costretti a gridare: “Che Guevara figlio di una puttana”.
Metti persone inermi a terra. Metti costole rotte a calci. Metti teste spaccate. Metti gente terrorizzata, senza sonno, senza cibo. Metti politici italiani che propongono la moratoria per la pena di morte. Metti la Bonino e D’Alema contenti come dei bambini. Metti l’Italia che non ha ratificato dopo ventuno anni la convenzione dell’ONU che vieta la tortura. Metti un’Italia in cui non è punibile il reato di tortura. Metti i torturatori di Bolzaneto accusati solo di abuso di ufficio.
Metti l’abuso di ufficio prescritto nel 2009. Metti l’Europa che ci
considera una nazione di buffoni, di neo fascisti e di post comunisti. Metti Berlusconi e Fini che fanno un nuovo G8 ad Arcore.
Metti cittadini, molti cittadini, che vogliono partecipare. Metti il
reato di tortura non ancora introdotto in Italia. Metti Castelli
svegliato nel cuore della notte per controllare. Metti i responsabili politici dei fatti di Bolzaneto puniti dalla legge. Metti il Parlamento che introduce il reato di tortura. Metti un treno di mezzanotte che ci porta lontano, in un paese civile. Un’aria leggera dal finestrino aperto.
da beppegrillo.it
3/13/2008 Non avrai altro Dio all'infuori di me,
spesso mi ha fatto pensare:
genti diverse venute dall'est
dicevan che in fondo era uguale.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Non nominare il nome di Dio,
non nominarlo invano.
Con un coltello piantato nel fianco
gridai la mia pena e il suo nome:
ma forse era stanco, forse troppo occupato,
e non ascoltò il mio dolore.
Ma forse era stanco, forse troppo lontano,
davvero lo nominai invano.
Onora il padre, onora la madre
e onora anche il loro bastone,
bacia la mano che ruppe il tuo naso
perché le chiedevi un boccone:
quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Quanto a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Ricorda di santificare le feste.
Facile per noi ladroni
entrare nei templi che rigurgitan salmi
di schiavi e dei loro padroni
senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Il quinto dice non devi rubare
e forse io l'ho rispettato
vuotando, in silenzio, le tasche già gonfie
di quelli che avevan rubato:
ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.
Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l'ami
così sarai uomo di fede:
Poi la voglia svanisce e il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore:
ma non ho creato dolore.
Il settimo dice non ammazzare
se del cielo vuoi essere degno.
Guardatela oggi, questa legge di Dio,
tre volte inchiodata nel legno:
guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.
Guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.
Non dire falsa testimonianza
e aiutali a uccidere un uomo.
Lo sanno a memoria il diritto divino,
e scordano sempre il perdono:
ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Non desiderare la roba degli altri
non desiderarne la sposa.
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
che hanno una donna e qualcosa:
nei letti degli altri già caldi d'amore
non ho provato dolore.
L'invidia di ieri non è già finita:
stasera vi invidio la vita.
Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti:
io nel vedere quest'uomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l'amore.
3/5/2008 Un monello de Favriano se svejò quella mattina prese carta e penna in mano e spedì 'sta letterina
"Caro Babbo de Natale, che me porti i regaletti, 'na richiesta 'n po' speciale spero che me la permetti.
'St'anno non me portà gnente non me posso lamentà ma 'na cosa veramente te la vojo domannà
Tu non è che c'hai un minuto, a riuscicce entro l'inverno, per levacce quel cornuto che sta a capo del governo?
Questo qui sta a fa un macello ogni giorno ne fa una Me l'ha detto anche il bidello : pare che porta sfortuna.
Teremoti, teroristi, chiude fabbriche a rumore, magistrati comunisti forse er Milan tricolore !
Babbo mio è disoccupato e ce soffre per davero. Quello lì j'ha consijato de trovà lavoro in nero
Pe' le Fiat la soluzione l'ha trovata prontamente: "Basta de cambiaje er nome che se vende come gnente"
Se c'hai spazio 'nta la slitta, se la renna je la fa, porta via tutta la ditta che c'ha messo a comannà
Mica tocca che l'ammazzi ! Basta che li porti via, che se resta qui so' cazzi : sta a accoppà l'economia !
Mo te s piego come fa: 'nta du' sacchi belli grossi metti Fini e anche Saccà Fede, Buttiglione e Bossi
e non te scordà Tremonti co' Gasparri pe' 'na svista. Uno che non sa fa i conti, l'artro che è 'n mezzo fascista
Tu che voi bene ai monelli e che c'hai 'na certa età Ficca su pure a Rutelli: Cicciobello ce l'ho già.
Poi li manni tutti insieme 'nta la neve co' le pale. E' na cosa che me preme. Se pò fa già pe' Natale?"
Dopo che passò la festa e finì la cerimonia giunse al piccolo 'na busta scritta da "FORZA LAPPONIA"
Er monello ansiosamente ce se mise a legge fitto. Co' quel tipo de mittente chissà che ce stava scritto !
"Giovanotto mi consenta, ricevetti la sua lista: con la sua fan centotrenta dal sentore comunista.
Come lei sa certamente vesto rosso e son barbone, ma il mio voto di recente non lo do a Rifondazione.
Già nell'anno che è venturo muterò molto d'aspetto. Ben rasato di sicuro cravattina e doppiopetto.
D'ora in poi per il Natale scriva a "Daddy Christmas spa" che la sede mia fiscale l'ho spostata a Panamà.
Non mi faccia il disfattista poichè Silvio, il cavaliere, è da un po' nostro azionista: ci finanzia che è un piacere.
La sua lettera è nemica, rema contro senza tregua. La minaccia bolscevica che giammai mi si dilegua.
Per le sue strane richieste e i commenti esacerbati nelle sue prossime feste si rivolga a Cofferati
Se non vota Berlusconi o Alleanza Nazionale porterò solo carboni. Non più suo, Babbo Natale"
Er munello col magone pensò "Porca la puttana, s'è venduto anche er ciccione. Famme scrive a la Befana..."
L'ho trovata su internet....non so chi sia l'autore,ma nel caso si trovasse a passare x il mio blog gli faccio i miei complimenti!
Ovviamente è un po' vecchiotta, dato che il nano non è più il presidente del consiglio... ...ma ho deciso di pubblicarla sul mio blog cercando di lanciare un messaggio agli italiani: SBAGLIARE E' UMANO, PERSEVERARE E' DIABOLICO! Per cui vi invito a rispolverare la memoria, affinchè il 13 e il 14 Aprile facciate la scelta giusta! Ps: e intanto vi linko un mio vecchio intervento, così avrete una colonna sonora per questa campagna elettorale! COLONNA SONORA ELEZIONI POLITICHE 2008 3/2/2008 "Se aumentiamo gradualmente il carico di una nave, possiamo anche cercare di distribuirlo in modo ottimale. Ma ad un certo punto la nave affonderà, anche se avremo la consolazione di un affondamento ottimale"...
Hermann Daly Economista della sostenibilità
2/28/2008 Bambine che si vendono sui marciapiedi.
Bambini con la mano tesa al semaforo.
Cani abbandonati.
Uomini con le tette che si esibiscono sotto i lampioni.
Uomini senza palle che vendono droga all'angolo.
Bambini nei cassonetti e immondizie per la strada.
Scippi, rapine e risse.
Ragazzini che fumano e sputano sui muri.
Vestiti tutti uguali e pensieri tutti uguali.
Ubriaconi alla guida che vanno a tutta birra.
Pensavo che lavando il parabrezza della mia auto tutto questo sarebbe sparito.
Arthur Rimbaud 1/17/2008 "Caro Beppe,
siamo tutti costernati e affranti
per quanto sta accadendo al cosiddetto ministro della Giustizia
Clemente Mastella e alla sua numerosa famiglia, nonché al suo partito,
che poi è la stessa cosa. Costernati, affranti, ma
soprattutto increduli per la terribile sorte che sta toccando a tante
brave persone. Infatti, oltre alla signora Sandra, presidente del Consiglio regionale della Campania,
sono finiti agli arresti il consuocero Carlo Camilleri, già segretario
provinciale Udeur; gli assessori regionali campani dell’Udeur Luigi
Nocera (Ambiente) e Andrea Abbamonte (Personale); il sindaco di Benevento dell’Udeur, Fausto Pepe, e il capogruppo Udeur alla Regione, Fernando Errico, e il consigliere regionale dell’Udeur Nicola Ferraro e altri venti amministratori dell’Udeur. In pratica, hanno arrestato l’Udeur
(un mese fa era finito ai domiciliari l’unico sottosegretario
dell’Udeur, Marco Verzaschi, per lo scandalo delle Asl a Roma, mentre
un altro consigliere regionale campano, Angelo Brancaccio, era finito
in galera prima dell’estate quando era ancora nei Ds, ma appena uscito
di galera era entrato nell’Udeur per meriti penali). Mastella, ancora a
piede libero, è indagato a Catanzaro nell’inchiesta "Why Not" avviata
da Luigi De Magistris e avocata dal procuratore
generale non appena aveva raggiunto Mastella, che intanto non solo non
si era dimesso, ma aveva chiesto al Csm di levargli dai piedi De
Magistris. S’è dimesso invece oggi, Mastella, ma per qualche minuto
appena: poi Prodi gli ha respinto le dimissioni, lasciandolo al suo
posto che – pare incredibile – ma è sempre quello di MINISTRO DELLA
GIUSTIZIA. La sua signora, invece, non s’è dimessa (a Napoli, di questi
tempi, c’è perfino il rischio che le dimissioni di un politico vengano
accolte): dunque, par di capire, dirigerà il Consiglio regionale dai domiciliari, cioè dal salotto della villa di Ceppaloni.
Al momento nessuno sa nulla delle accuse che vengono mosse a lei e
agli altri 29 arrestati. Ma l’intero Parlamento – con l’eccezione, mi
pare, di Di Pietro e dei Comunisti Italiani – s’è stretto intorno al
suo uomo più rappresentativo, tributandogli applausi scroscianti e
standing ovation mentre insultava i giudici con
parole eversive, che sarebbero parse eccessive anche a Craxi, ma non a
Berlusconi: insomma la casta (sempre più simile a una cosca) ha già
deciso che le accuse - che nessuno conosce - sono infondate e gli
arrestati sono tutti innocenti. A prescindere. Un golpetto bianco, anzi
nero, nerissimo, in diretta tv.
Nessuno, tranne Alfredo Mantovano di An, s’è domandato come facesse
il ministro della Giustizia a sapere che sua moglie sarebbe stata
arrestata e a presentarsi a metà mattina alla Camera con un bel discorso scritto,
con tanto di citazioni di Fedro: insomma, com’è che gli arresti vengono
annunciati ore prima di essere eseguiti? E perché gli arrestandi non
sono stati prelevati all’alba, per evitare il rischio che qualcuno si
desse alla fuga? Anche stavolta, la fuga di notizie è servita agli
indagati, non ai magistrati. E, naturalmente, al cosiddetto ministro.
Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, anziché aprire una pratica a tutela dei giudici aggrediti dal ministro, ha subito assicurato "solidarietà umana"
al ministro e ai suoi cari (dobbiamo prepararci al trasferimento dei
procuratori e del gip di Santa Maria Capua Vetere, sulla scia di quanto
sta accadendo per De Magistris e Forleo?). Il senatore ambidestro
Lamberto Dini ha colto l’occasione per denunciare un "fatto
sconvolgente: i magistrati se la prendono con le nostre mogli"
(la sua, Donatella, avendo fatto fallimento con certe sue società, è
stata addirittura condannata a 2 anni e mezzo per bancarotta
fraudolenta, pena interamente indultata grazie anche a Mastella).
Insomma, è l’ennesimo attacco ai valori della famiglia tradizionale
fondata sul matrimonio: dopo l'immunità parlamentare, occorre una bella
immunità parentale. Come fa osservare la signora
Sandra Lonardo in Mastella dai domiciliari, "questo è l’amaro prezzo
che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori
cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro
ogni fanatismo ed estremismo". Che aspettano a invitarli a parlare alla
Sapienza?." Marco Travaglio da beppegrillo.it
12/13/2007 Non siamo violenti, anche se conosciamo la violenza del vostro denaro,
quello che usate per comprare ogni cosa.
Noi non amiamo la proprietà privata se non in quanto svolge una
funzione sociale, e vediamo la pura avidità con cui accumulate e
recintate case e palazzi e città. Non siamo razzisti, e vediamo le
vostre distinzioni tra bianchi e neri, ricchi e poveri, regolari ed
irregolari, sudditi e clandestini. Noi non vi combattiamo con la
violenza che legittima la vostra reazione, noi non vi combattiamo con
la superficialità e l'opportunismo che legittimano il vostro nepotismo.
Noi cerchiamo di costruire ogni giorno, nelle piccole cose
quotidiane, un mondo che si allontana dalla vostra prigione, dove gli
esseri umani nella loro semplicità sono autentici, dove
l'uguaglianza significa uguaglianza, dove la solidarietà significa
solidarietà, dove la dignità significa dignità. Queste parole sono un
sentiero luminoso su cui cammina la gente piccola, quella che vive ai
margini del vostro mercato. Ci perdonerete se non amiamo la vostra
violenza, ci perdonerete se non amiamo i vostri soldi, la vostra
arroganza, la vostra competizione truccata.
Non siamo eroi, non siamo niente, il fatto è che semplicemente il
vostro mondo vuoto ci fa schifo.
Con molto disprezzo. Gli ultimi.
11/29/2007 GUARDATE QUESTO MINI-DOCUMENTARIO.... ..E FATELO VEDERE A TUTTI QUELLI CHE CONOSCETE!!! E NON E' L'UNICO...SEGUITE QUESTA TRASMISSIONE, ANCHE DA INTERNET!!!
11/5/2007 27/10/2007 ore 20:30
NAPOLI 3 - juventus 1
...e se pensate che i rigori non c'erano, o cose simili, guardate un po' qua...
...quindi prendete i 3 goal, fate silenzio e andatevene a fare in culo!!!!
FINCHE' VIVRO' ODIERO'
SEMPRE LA JUVE !!!
JUVE MERDA !!!
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